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MADDALONI- Altro che Recovery fund. Ma quale cabina di regia del consiglio comunale (sempre assente sui grandi temi strategici per il territorio). Nuovo grande progetto e nuovo accordo tra Rfi e il comune di Maddaloni. Nello scalo merci Maddaloni-Marcianise, il grande incompiuto degli anni ’90 ma anche il più grande del Mezzogiorno, diventa l’«Hub dei materiali» o semplicemente il polo logistico che garantirà la gestione e lo smistamento di tutti i servizi infrastrutturali, di manutenzione, il rifornimento dei pezzi di ricambio e tutto quanto è necessario per il funzionamento, l’efficientamento e la messa in sicurezza  al servizio delle linee ferroviarie di Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e  Sicilia.

Sindaco De Filippo l’ipotesi progettuale e è realtà?

Assolutamente si. nell’ultimo vertice tenuto a Napoli, la dirigenza di Rfi ci ha annunciato che chiederà (all’interno dello scalo) di costruire sul versante Maddaloni un capannone di oltre 13 mila metri quadrati. Senza giraci troppo intorno, è un rilancio produttivo e operativo di rilevanza strategica.

Maddaloni “capitale” del sud per la sicurezza ferroviaria?

E’ proprio così. E’ chiaro è un progetto tutto interno a Rfi che nasce dall’esigenza dell’azienda di ottimizzare la gestione delle rete nazionale. Infatti, gli hub sono tre. Uno al Nord, uno al Centro e uno a Maddaloni per l’intero Sud.

Ritornando ad un dimensione più locale quali saranno le ricadute sul territorio?

Innanzitutto cambierà l’area di accesso all’hub materiali che sarà su via Boscorotto. Abbiamo chiesto ovviamente che la strada, di fatto abbandonata, sia rifatta, messa a norma e resa sicura. Cambia un altro aspetto fondamentale: lo scalo non sarà più una cattedrale nel deserto. Terzo, con il futuro collegamento diretto con l’A30 parte da Maddaloni la connessione tra i trasporti marittimi, ferroviari e terrestri. Ma la vera sfida è ottenere il potenziamento e collegamento stabile con il Porto di Napoli.