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Foto: © SSC Napoli
Mai pensato di confermare Gattuso. No alla Superlega, serve campionato europeo con le cinque Leghe che fatturano di più. Draghi dovrebbe chiedere all’Europa di posticipare i campionati, si pensi prima a vaccinare. Questo calcio serve ad arricchire gli istituzionalisti, quelli che non mettono soldi ma li guadagnano“. Poi sulla squadra: “Volevo Spalletti già prima che tornasse alla Roma, con Insigne ci incontreremo dopo l’Europeo, ma il nostro monte ingaggi va rivisto

21 febbraio scorso: il Napoli perde a Bergamo con l’Atalanta 4-2, il rapporto tra Aurelio De Laurentiis e Gennaro Gattuso era in frantumi dopo le voci sul possibile esonero del tecnico calabrese e le parole di quest’ultimo nei confronti del presidente partenopeo. E allora silenzio stampa, nel momento più delicato della stagione quando ogni obiettivo sembrava ormai perso. Poi la rimonta in campionato, quel NapoliVerona finito inspiegabilmente in pareggio, un 1-1 che costringe gli azzurri a dire addio alla Champions League. Ancora silenzio, anche dopo la fine del campionato, con i tifosi – e non solo – in cerca di risposte alle proprie domande. Oggi De Laurentiis torna a parlare e lo fa in hotel al centro di Roma.

SUBITO L’ATTACCO ALLA UEFA

“Sono stati momenti difficili quelli con la pandemia, non c’è stato spazio per una programmazione normale di questo anno, per quanto riguarda il ritiro, il mercato e la mancanza di tempo per riposare. Che senso ha avuto allora fare gli Europei? Per accontentare gli istituzionalisti, quelli che stanno nel calcio senza mettere soldi perché li mettiamo noi, ma ne guadagnano. Anche il Mondiale in Qatar da giocare in inverno è la cazzata del secolo. Tra poco saranno pubblicati i calendari, ma chiedo al premier Draghi «perché ti disinteressi del mondo del calcio, valvola di sfogo per 30 milioni di italiani? Perché non chiedi all’Europa di posticipare l’inizio dei campionati in modo da vaccinare più persone possibili?». Il calcio ha una valenza economica importante ma a causa del Covid ha perso un miliardo di euro e il governo non ci è venuto incontro. Va trovata una soluzione e non può trovarla la FIGC o la Lega Calcio“.

COSA È ACCADUTO IN NAPOLI-VERONA? HA QUALCOSA DA RIMPROVERARE A QUALCUNO?

“Rimproverare qualcuno è la strada più corta e meno efficace. È stato un anno e mezzo irreale, senza tifosi, le partite sembrano giocate in un acquario e le voci degli allenatori diventavano protagoniste. Non ho nulla da recriminare o da rimproverarmi, è stato un campionato falsato, ma per tutti. Durante il match col Verona sono andato negli spogliatoi durante l’intervallo, ma è stato un campionato negativo, pieno di tensione e in alcune partite non abbiamo raccolto quanto meritavamo”.

COSA PENSA DELLA SUPERLEGA? PEREZ L’HA CONTATTATA?

“Conosco Florentino ma non mi ha mai contattato. Non mi piace l’idea della Superlega perché non si risolvono così i problemi economici del calcio. Si risolvono capendo che Champions ed Europa League economicamente non servono, non sistemano i nostro bilanci. I nostri investimenti non sono supportati dai fatturati. Sono anni che propongo un campionato europeo più equilibrato, dove si partecipa non per estrazione ma con le 5 Leghe che fatturano di più. Vi accederebbero ogni anno 30 squadre, 6 per ogni campionato. La Superlega di Perez invece non dà la possibilità di competere, è un sistema chiuso”.

CHE FUTURO IMMAGINA CON SPALLETTI? CI SARÀ ANCORA INSIGNE?

“Volevo Luciano prima che ritornasse alla Roma. È un allenatore giusto per il Napoli, ritengo che sappia allenare le squadre molto bene e inoltre sa gestire anche determinate situazioni. Con Lorenzo ancora non ci incontriamo, dopo il campionato ci sono stati subito gli europei. Appena possibile ci si incontra e si decide“.

È UN PROBLEMA NON ESSERE ANDATI IN CHAMPIONS?

“Il problema è che il monte stipendio del Napoli è aumentato negli anni, spendiamo cifre che non fatturiamo. Vanno rivisti gli ingaggi sulla base del fatturato”.

C’È QULCOSA CHE NON RIFAREBBE O RIFAREBBE NELL’ULTIMO ANNO? CI SARANNO CESSIONI PER RIEQUILIBRARE IL BILANCIO?

“Non basta vendere un giocatore, serve vendere quelli che incidono tanto sul monte salariale e che il Napoli non può permettersi. Il problema è stato il Covid, un paio di acquisti non avrei dovuti farli poiché il campionato è stato falsato e avrei dovuto pensare a sopravvivere. Ma sono ottimista e ho investito molti soldi, commettendo errori di valutazione pensando che gli altri la pensano come me. E questo è un grandissimo errore. Dopo Verona-Napoli (3-1, ndr) ho chiamato Spalletti che subito mi ha dato disponibilità, ma poi non è stato necessario farlo arrivare subito. Feci una riunione dicendo alla squadra che Gattuso sarebbe rimasto e che dovevano rispettarlo. Poi parlai da solo con Rino, ma non ho mai avuto l’idea di confermarlo dopo la rimonta della squadra. Con Benitez invece sono rimasto in contatto”.

DE LAURENTIIS: “NESSUNO È INCEDIBILE”

“Bisogna capire con l’allenatore chi sostituire e chi non sostituire. Solo allora vedremo se il mercato ti permetterà di operare in entrata e in uscita. Proposte indecenti? Magari arrivassero. Nessuno è incedibile per delle proposte appropriate“.

QUAL È L’OBIETTIVO DEL NAPOLI IL PROSSIMO ANNO? RIPENSAMENTI SUL SILENZIO STAMPA?

“Ho bisogno di far quadrare i conti e ritornare in Champions. Con i tifosi mi posso scusare io, ma qualsiasi scusa dei giocatori o di un capitano può sembrare una cosa voluta. Io dialogo con i tifosi, ci sono quelli che mi amano, altri che mi odiano, il tifoso ha sempre ragione, non ha interesse alla salvaguardia dei conti economici, vuole vincere e basta e non gli interessa niente, non c’è una logica societaria. C’è anche chi a freddo poi ragiona. 

Il silenzio stampa è stata una panacea: al di là del tavolo c’è un ex giocatore ed allenatore e, nei confronti di un allenatore che è stato calciatore da poco (Gattuso con molti suoi ex compagni a Sky, n.d.r.) c’è un ping pong che può far cadere nei trappoloni l’allenatore stesso. L’ex calciatore intervistatore vuole lo scoop e, per evitare di rovinare un rapporto tra società e allenatore, abbiamo messo il silenzio stampa. Io l’ho messo dopo aver sentito cose inappropriate, allora meglio mettere uno stop. Difendevo l’allenatore e voi l’avreste massacrato”.

CHISURA SU INSIGNE

Il taglio degli stipendi non è un taglio chirurgico. Con Mertens abbiamo già rinnovato due anni fa e ha ancora un anno di contratto. Con Insigne la situazione non è paragonabile. Mertens fu utilizzato da Sarri come centravanti quando dovetti cedere Higuain alla Juve. Adesso non ha più il ruolo di Insigne. Da un confronto che avrò con Spalletti verrà fuori quello che si può fare o meno, sulla carta”.